Torneranno a Catanzaro i cani rinchiusi a Gioia Tauro

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C’erano anche dei cani provenienti da Catanzaro nel canile “Metauria” di Gioia Tauro in cui è scattato il blitz interforze ad opera dell’Enpa e di altre associazioni animaliste dei giorni scorsi. Molti dei cani, trovati in condizioni di estremo degrado, sono stati adottati o trasferiti altrove: quelli che vi rimarranno ancora per qualche giorno, vista l’imminente chiusura del canile di Gioia Tauro intimata dall’Asp di Reggio Calabria, attendono il loro destino.

Quel che è certo è che i cani di Catanzaro (che da sessantasei sono divenuti cinquanta, a seguito della mobilitazione delle associazioni catanzaresi, ma anche dell’Enpa nazionale, che se ne sono presi carico o ne hanno sostenuto le adozioni) torneranno nella città in cui sono stati dotati di microchip. Rassicurazioni in merito sono state fornite da Ivano Marino, amministratore unico della “Catanzaro Servizi” che gestisce il canile di San Floro (ne abbiamo ampiamente parlato  nell’approfondimento del “CSV Magazine” di mesi fa), raggiunto telefonicamente dall’ufficio stampa del CSV Catanzaro: “Trenta cani che si trovano a Gioia Tauro saranno trasferiti al canile di Soverato, ed i rimanenti a quello di San Floro, scongiurando quindi il pericolo che possano essere temporaneamente ricoverati a Taurianova e Sant’Ilario – ha chiarito Marino – L’Oasi Canina di San Floro sarà presto oggetto di una riqualificazione complessiva, così da poter contenere i cani che gravitano nel territorio di Catanzaro ”. Nel giro di una settimana, quindi, i cani, com’è nelle intenzioni della Catanzaro Servizi, torneranno nel loro territorio di origine: la scelta compiuta, circa dieci anni fa, dall’amministrazione Olivo di affidarli alla società “Metauria” di Gioia Tauro perché vincitrice di bando (ed erano circa ottocento i cani che, a quel tempo, sono stati oggetto di trasferimento) sembra essere ormai superata. Un canile “lager” chiude, l’auspicio è che non se ne aprano di altri: il canile, infatti, dovrebbe essere un ricovero a tempo limitato, in attesa di poter assicurare al randagio un’esistenza dignitosa che di certo l’adozione può garantire. E la collaborazione con le associazioni di volontariato, unite da un indiscutibile amore per gli animali, nonostante le evidenti diversità, potrebbe rappresentare un valore aggiunto.
Ufficio stampa CSV Catanzaro