Senato, nasce la commissione voluta dalla Segre: dall’antisemitismo al web

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Nasce in Senato la commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. Battaglia portata avanti e vinta dalla senatrice Liliana Segre; la commissione sarà costituita da 25 componenti.
ROMA – Nasce in Senato la commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. Battaglia portata avanti e vinta dalla senatrice Liliana Segre; la commissione sarà costituita da 25 componenti e la stessa Segre potrebbe essere nominata presidente alla prima seduta. Ci saranno anche due vice presidenti e due segretari.

La commissione ha compiti di osservazione, studio e iniziativa per l’indirizzo e il controllo sui fenomeni di intolleranza e odio nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base dell’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche. La commissione controlla e indirizza anche la concreta attuazione delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali e della legislazione nazionale sui temi oggetto dell’indagine. Tra i compiti affidati alla commissione, rendere pubblici ricerche e pubblicazioni scientifiche, dati statistici e documenti sui risultati delle attività svolte da istituzioni, organismi o associazioni che si occupano dei temi affrontati. Inoltre i senatori potranno prendere contatto con istituzioni di altri Paesi ed effettuare missioni in Italia o all’estero, in particolare presso Parlamenti stranieri, anche allo scopo di stabilire intese.

Entro il 30 giugno di ogni anno, la commissione trasmette al governo e alle Camere una relazione sull’attività svolta. Infine, verranno segnalati agli organi di stampa e ai gestori dei siti internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti e la loro deindicizzazione dai motori di ricerca. (DIRE)

Fonte Redattore Sociale