Terza edizione “ ’A scattatu Carnalivari!”

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Sarà dedicata a Giuseppe Parretta, il 18enne ucciso a Crotone lo scorso 13 gennaio, davanti alla sua mamma, ai fratelli e alla fidanzatina,  la terza edizione di “ ’A scattatu Carnalivari!” , ideato da Pierluigi Virelli

Il Carnevale, in Calabria, fino a qualche decennio fa rappresentava il Capodanno del popolo, un vero e proprio momento di rinascita collettiva e di riscatto sociale. Con questo spirito, Pierluigi Virelli, musicista e ricercatore della cultura tradizionale calabrese, organizza, grazie al patrocinio del Comune e al supporto delle associazioni, la seconda edizione di “’A scattatu Carnalivari!”, processione funebre in maschera per le strade della Città di Cutro (Kr).

Il 13 Febbraio, in Piazza “Gio Leonardo di Bona”, alle ore 15,00 donne e uomini di tutte le età sono invitati a partecipare mascherati in maniera grottesca con abiti e oggetti di fortuna, rievocando lo stile popolano secondo il principio dei contrari (uomo da donna, giovane da anziano, ricco da povero e viceversa) per assistere e partecipare alla “farsa”, poema in vernacolo itinerante.

Alla testa del corteo una compagnia di tamburinari e di suonatori di strumenti tradizionali, guideranno la processione funebre in cui, in una bara appariscente, verrà portato a spalla il fantoccio di “Carnalivari”, accompagnato da tutte le altre maschere e personaggi della farsa.

E’ attraverso le maschere, le rappresentazioni scenico-rituali e i monologhi in vernacolo che nel Carnevale calabrese la comunità allevia le proprie ansie e risolve i propri conflitti. “Il principio del riso”, al di là della sua importante funzione rigenerativa, soddisfa anche un bisogno di contestazione e di derisione nei confronti di un mondo costruito su inalterabili e opprimenti modelli di potere.

“ ’A scattatu Carnalivari!” , vuole essere un contributo importante per rivalutare il gioco e la creatività di natura popolare, con questo fine sono stati coinvolti anche i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di Cutro e di Crotone che, per la prima volta, parteciperanno alla farsa calabrese con i costumi da loro stessi realizzati.” Così Pierluigi Virelli descrive lo spirito con cui ha deciso di riportare a Cutro una tradizione antica e per troppo tempo dimenticata. “Ho tenuto nelle scuole degli incontri divulgativi sui riti e sugli strumenti calabresi per tramandare gli elementi vitali identitari che determinano la consapevolezza culturale delle comunità.” Sottolinea l’organizzatore.

Sarà la piazza principale del paese il luogo simbolo in cui verrà dato fuoco al fantoccio di paglia, il rito attraverso il quale il popolo si libera dal male dell’anno vecchio, purificandosi e propiziando l’avvenire. In particolare in questo rituale il popolo cerca di espellere le forze malefiche che sembrano influenzare il suo vivere quotidiano e, rinnovato e purificato, ricerca la gioia.

Attorno al rogo si festeggerà, si darà inizio al ballo e si potrà degustare “u pignatu”, specialità gastronomica cutrese, queste saranno le ultime abbuffate prima dell’inizio del periodo di Quaresima.

Il Carnevale, il riso, l’oscenità, sconsacrano quell’inuguaglianza che la festa ufficiale consacra, liberando temporaneamente gli individui da regole opprimenti, proponendo loro un mondo utopico fatto di uguaglianza e di libertà che irrompe nelle case, nelle vie e nelle piazze d’ogni paese, portando una ventata di novità sostanziali nella vita comune di tutti i giorni.

fonte: wesud.it