Scautismo, giornata del Pensiero a Cirò Marina

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Baden Powell diceva: “gioca, non stare a guardare”. E in effetti, sabato e domenica scorsi, é stato riproposta la raccolta del Penny (tradotta ai tempi moderni nella raccolta di un euro), che verrà devoluto all’iniziativa “Un euro per una sede”, promossa dall’Agesci nazionale per supportare i gruppi scout terremotati dell’Emilia Romagna. Un contributo condiviso anche da altri gruppi scaut presenti in occasione della “giornata del pensiero”, appuntamento che unisce tutti gli scaut sparsi nel mondo, attraverso quell’impegno, prezioso e coraggioso, che la promessa che si recita, fa ardere negli animi di tanti fratelli e sorelle scaut. Quella promessa che spinge ogni individuo al mondo a cercare il “vero” e il “giusto” e ci si trova invece a vivere un momento storico travagliato in cui, i valori negativi, ingiustizia e menzogna, sembrano farla da padroni, quasi come se per la giustizia e la verità non vi possa essere più spazio. Il filosofo, Immanuel Kant diceva “La moralità non é propriamente la dottrina del come renderci felici, ma di come dovremmo diventare degni di possedere la felicità.” Per ricordare a tutti i suoi valori e i suoi principi, oltre la metodologia educativa, che in questi giorni, ed esattamente il 22 febbraio, ricorre l’anniversario della nascita dei fondatori dello scautismo, Sir Robert Baden Powell e sua moglie Olave Soames Saint Clair, ricorrenza che in tutto il mondo si celebra appunto, la “La giornata del pensiero”. Alla presenza di centinaia di scaut, questo significativo momento di condivisione si é celebrato a Cirò Marina. Nella fredda e piovosa giornata di sabato, presso il palazzetto dello sport della città si sono ritrovati i gruppi dell’Asci 1 e del Mas di Cirò, l’Assoraider, gli scaut Raider Calabri, gli Adultiraider e l’Agesci 1 di Cirò Marina, l’agesci di Palagorio, di Belcastro, di Isola Capo Rizzuto, di Cotronei, l’Agesci 8, 9 e 10 di Crotone e infine, giunti all’indomani, domenica, il Cngei di Reggio Calabria, sezione di Crotone e il Masci di Strongoli. Come dicevamo, centinaia di giovani e meno giovani scaut che tutti insieme hanno voluto riconfermare il loro impegno di persone pronte a formarsi e formare uomini preparati a sostenere questo nostro mondo attraverso il loro leale e libero sforzo in difesa dell’ambiente, dei diritti umani, della vita.

Una comunione d’intenti, che al di là delle differenze associative, erano e sono accomunati dallo stesso spirito di fratellanza e solidale amicizia. Le due giornate sono state dedicate e posto l’attenzione sugli antichi mestieri e le arti di un tempo, creando e predisponendo diversi laboratori dimostrativi. Le attività, dopo la cena a sacco e l’animazione della serata di sabato, é stata avviata al mattino con la consueta e tradizionale cerimonia dell’alza bandiera che é stata il preludio all’inizio della creazione dei laboratori, interrotta alle 12 per la celebrazione della Santa Messa, celebrata da Don Gianni Filippelli, che da lì a qualche ora avrebbe preso “possesso” della parrocchia di S. Cataldo, alla presenza di S.E. il Vescovo, mons. Graziani, che é stata dedicata alla memoria del fratello Flavio, scomparso di recente, iniziatore dello scautismo nella nostra città, e che tanta tristezza ha lasciato nei ricordi di chi l’ha conosciuto e ne ha potuto vivere le avventure. Un ricordo intenso che tutti gli intervenuti hanno voluto omaggiargli alla presenza della moglie Teresa e dei genitori, visibilmente commossi. A fare da raccordo fra le tante variegate associazioni scaut presenti, Franco Guadagnolo e Caterina Russo, responsabili di zona per la provincia di Crotone dell’Agesci, unitamente ai presidenti delle altre associazioni laiche, Vincenzo Critelli, per l’Asci di Cirò, Lucia Sacco per gli Adultiraider di Cirò Marina, Rocco Sotira per gli Scaut Raider Calabri di Cirò Marina, Antonio Rocca, per l’Assoraider di Cirò Marina, Antonio Gangi per il Cngei. A facilitare i momenti della preparazione della colazione e del pranzo, frugale, gli scaut del Mas di Cirò. Una giornata, quella di domenica che nella sua parte centrale ha visto la creazione dei vari laboratori artigianali, del cucito, de calzolaio, del panettiere, oltre a quelli attinenti le attività artigianali, come il cestaio, ecc. La tradizionale cerimonia dell’ammaina bandiera, le foto ricordo, i gridi, i saluti dei capi, ma soprattutto la promessa di trovare altri momenti di condivisione comune, hanno sancito la conclusione delle due intense giornate, dove soprattutto sono stati i giovani a socializzare, fraternizzare, scambiare opinioni, imparare.
(O.Grisolia)