Disabilità, un lavoro per tutti?

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In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità Superabile Inail, il mensile dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, dedica un numero monografico al tema dell’occupazione.
ROMA – L’articolo 1 della Costituzione dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Ma l’assunto non vale per tutti, e soprattutto non è vero per le persone disabili. Secondo i dati Istat relativi al 2013, gli ultimi disponibili, poco meno del 20% delle persone tra i 15 e i 64 anni con una grave disabilità ha un impiego, contro il 55% del resto della popolazione. L’incidenza sale al 44% se si considerano anche le persone con limitazioni funzionali lievi, invalidità permanenti e malattie croniche gravi. In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità prevista per il 3 dicembre, Superabile Inail, la rivista dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, dedica un numero monografico – Speciale 2017 – al tema dell’occupazione. Un numero che non è fatto solo di dati, ma che riporta anche le storie e l’analisi dell’impiego delle persone disabili in Italia. Ecco allora le interviste a Pietro Vittorio Barbieri, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, e a Marco Musella, docente di Economia politica all’Università Federico II di Napoli e presidente di Iris Network, la rete nazionale degli istituti di ricerca sull’impresa sociale, nonché l’intervento di Luigi Sorrentini, direttore centrale Prestazioni socio-sanitarie Inail, sul reinserimento dopo un infortunio, e lo studio sui ragazzi disabili che si affacciano all’universo professionale realizzato da Daniela Pavoncello, ricercatrice dell’Inapp (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, l’ex Isfol). I loro contributi fanno luce sulle novità introdotte da Jobs Act, riforma della Pubblica amministrazione e nuova normativa sull’impresa sociale, con uno sguardo al secondo Programma d’azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità.
Spazio poi alle buone prassi di rapporto tra Terzo settore e impresa, come la scuola per orafi della Fondazione Boccadamo o lo stage di Alice (una ragazza con la sindrome di Down) in banca, ai racconti di chi si è messo in proprio creando la propria azienda (un esempio su tutti: Gianni Conte e la sua Triride) e alle cooperative sociali che si occupano di inserimento lavorativo delle persone disabili. Ma non mancano neppure le agenzie per il lavoro specializzate, come Jobmetoo e la Fondazione Adecco per le pari opportunità; infine la politica aziendale per valorizzare le diversità e abbattere le barriere architettoniche e culturali portata avanti dalla Banca d’Italia. Sempre sullo Speciale viene raccontato il caso di Loretana, che due anni fa ha perso un braccio nell’azienda siciliana per la produzione di pasta artigianale di cui è proprietaria: ora il suo laboratorio è al centro di un progetto di Inail per personalizzare le attrezzature. (mt)
Fonte Redattore Sociale