Concluso evento “Porte aperte alla disabilità”

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Si è svolta venerdì 1 Dicembre la cerimonia conclusiva dell’evento “Porte aperte alla disabilità” organizzato dalla Cooperativa SHALOM e dall’ Associazione AFOMA con il patrocinio del CSV Aurora di Crotone.
L’iniziativa è stata suddivisa in tre giornate, nel corso delle quali il Centro “M. Agostino” – Caritas- che si occupa dell’assistenza socio – educativa della persona disabile, ha aperto le porte della sua struttura alla comunità locale, alle associazioni ma soprattutto alle scuole allo scopo di sensibilizzare i giovani studenti alla cultura del volontariato.
Le scuole coinvolte, che hanno risposto positivamente fin dall’inizio all’idea progettuale, sono state l’ I.T.C “Lucifero”, l’ I.I.S “Pertini – Santoni” e l’Istituto “G.V. Gravina” con un notevole entusiasmo da parte degli studenti non solo durante i momenti formativi proposti ma soprattutto nell’interazione con le persone disabili che frequentano il Centro.
Le giornate si sono concluse con un confronto sulle esperienze vissute alla presenza dei dirigenti scolastici degli istituti interessati e delle persone afferenti a specifici settori interessati all’iniziativa ma soprattutto ad offrire il loro personale contributo al mondo del volontariato. Il Direttore della Caritas Diocesana di Crotone – Santa Severina, Don Rino Le Pera, il Direttore del CSV, Filippo Sestito, il Dott. Paolo Sesti, psichiatra del CSM e il Dirigente dell’ Ufficio Scolastico Provinciale, Dott.ssa Rosanna Barbieri, si sono pronunciati elogiando l’idea della Cooperativa Shalom e dell’associazione Afoma di accogliere gli studenti e sull’importanza di investire sulla solidarietà per avere un ritorno in termini di civiltà e di umanità.
E emerso, infatti, una particolare attenzione al valore di crescita, formativo e arricchente a beneficio di chi svolge questo tipo di attività riconoscendo sempre più il volontariato come agenzia educativa. L’auspicio è di continuare su questa strada affinché la persona disabile non venga dimenticata dalla società e il giovane possa, attraverso la relazione con la persona disabile, crescere e diventare un adulto consapevole e partecipe al benessere della sua comunità.

Concetta Federico