5 x MILLE: Il Banco Popolare dà credito al volontariato

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cuoreinmano

Si tratta di una forma di finanziamento rivolta alle organizzazioni non profit autorizzate dall’Agenzia delle Entrate, per mettere a disposizione il contributo del 5 per mille in anticipo rispetto al pagamento da parte della pubblica amministrazione.
In attesa che il Governo lo stabilizzi come promesso, il Banco Popolare ha deciso di anticipare il 5 per mille alle organizzazioni di volontariato e a tutto il terzo settore. L’iniziativa, che fa parte di “Incontro” (linea di prodotti e servizi ideata dall’istituto di credito e dedicata alle associazioni), è stata presentata in occasione dell’evento “Diamo credito al volontariato”, convegno che si è svolto ieri a Roma su iniziativa del Centro nazionale per il volontariato (Cnv) e della Fondazione volontariato e partecipazione (Fvp) in collaborazione col Banco Popolare.

Si tratta di una forma di finanziamento, che si chiamerà “Anticipo 5×1000”, rivolta alle organizzazioni autorizzate dall’Agenzia delle Entrate.
L’obiettivo è mettere a disposizione il contributo del 5 per mille devoluto dai contribuenti, in anticipo rispetto al pagamento delle somme spettanti da parte della pubblica amministrazione.

“Lo scopo – fanno sapere dal Banco Popolare – è quello di dare concreto sostegno ai beneficiari nello svolgimento delle attività che quotidianamente svolgono sul territorio a servizio della comunità, anticipando l’effettiva liquidazione degli importi”.

Il contributo spettante è anticipabile fino al 100% se di importo inferiore o pari ai 100 mila euro, mentre per gli importi superiori è anticipabile fino all’80%.

Tutte le informazioni sono presenti sul sito della banca (www.bancopopolare.it), che ora ha anche un responsabile per il terzo settore (Stefano Cerrato) e una e-mail dedicata (terzo.settore@bancopopolare.it).

Nel corso del convegno “Diamo credito al volontariato” è stata presentata la ricerca “Le organizzazioni di Volontariato in Italia. Tra performances economiche, caratteri strutturali e questioni di credito”, condotta dalla Fondazione volontariato e partecipazione (Fvp) in collaborazione con il Centro nazionale per il volontariato (Cnv) e il Banco Popolare, secondo cui le organizzazioni di volontariato non solo gestiscono le proprie risorse in maniera oculata, ma sono anche economicamente e finanziariamente affidabili; eppure, nonostante questo, spesso non hanno agevolazioni da parte della banche.
Condotto con interviste ai presidenti di un campione di 2000 organizzazioni di volontariato rappresentativo per aree geografiche e settori di attività, lo studio, per la prima volta, certifica l’affidabilità bancaria delle organizzazioni di volontariato.
Molte le luci. Come il dato dell’81,5% di organizzazioni che chiude l’ultimo esercizio in pareggio o leggero utile. Oppure l’irrisoria percentuale di coloro che hanno difficoltà a pagare i debiti (il 2,2% del campione) o a riscuotere i crediti verso privati (2,6%).
Ma gli stessi enti chiedono un “trattamento migliore” da parte degli istituti di credito. Un terzo delle organizzazioni (31,5%) afferma che il rapporto con le banche non è soddisfacente né insoddisfacente, segno probabilmente di un’assenza di relazioni significative. Il 30,7% giudica buono il rapporto mentre il restante 18,5% non ha alcun rapporto con le banche. L’11,5% si mostra insoddisfatta o molto insoddisfatta.
Il contenimento dei costi dei conti correnti è di gran lunga l’intervento più richiesto agli istituti bancari dai presidenti delle organizzazioni di terzo settore (31,6%). Con minore intensità i presidenti delle associazioni auspicano anche un au¬mento della disponibilità verso i progetti del volontariato (17,1%) e un’attenzione a strumenti finanziari più mirati alle specificità delle organizzazioni (11,4%).

Lo studio analizza anche il rapporto con la pubblica amministrazione, critico: se solo lo 0,6% dichiara di avere difficoltà a pagare i debiti che contrae per i costi delle attività, con la pubblica amministrazione il 13,8% ha il problema opposto: non riscuotono nei tempi previsti i pagamenti dal pubblico. Per questo oggi, sempre di più, per far fronte ai costi delle attività, il volontariato si rivolge alle banche. Chi ha problemi di liquidità, nella metà dei casi ricorre a strumenti di finanziamento bancario, nell’altra metà all’autofinanziamento.

Clicca qui per leggere la ricerca “Le organizzazioni di Volontariato in Italia. Tra performances economiche, caratteri strutturali e questioni di credito”.

http://sociale.corriere.it

http://www.clipcomunicare.it (rassegna stampa Banco popolare)